Diamante, Città dei murales

DISTANZA: 100 m, 2 min

Diamante è conosciuta anche come la città dei murales, dai numerosi dipinti che si possono ammirare passeggiando per i vicoli della cittadina. Sono infatti oltre 150 le opere d’arte dipinte sui muri del centro storico e della frazione Cirella, realizzate a partire dal 1981 da pittori ed artisti di fama internazionale. Matilde Serao e Gabriele d’Annunzio, sono tra i tanti letterati che hanno rivolto la loro attenzione a quella che hanno definito la perla del tirreno.Poeti, scrittori, giornalisti, storici e rivoluzionari hanno lasciato la loro firma o un loro verso sui muri della città. Diamante è il museo all’aperto più grande d’Italia e tra i più grandi del mondo.

Isola di Cirella

 DISTANZA: 2,5 km, 5 min in barca

L’isola di Cirella è un’isola dell’Italia sita nel mar Tirreno, in Calabria. Si trova nella costa nord occidentale del Tirreno calabrese, di fronte l’abitato di Cirella, frazione di Diamante in Provincia di Cosenza. Ha una superficie di 0,12 km² e raggiunge un’altezza massima di circa 40 metri; le rocce calcaree dell’isola, sottoposte all’erosione marina, hanno dato vita a molte grotte ed insenature. La flora è quella tipica della macchia mediterranea, arricchita da boschetti di euforbio e limoni. Sulla sommità si ergono i ruderi di una fortificazione militare, detta Torre dell’Isola di Cirella, costruita nel 1562 per prevenire l’assalto dei pirati turchi all’abitato di Cirella. Si presume che uno specchio di mare intorno all’isola nasconda alcuni reperti archeologici a causa di rinvenimenti di anfore risalenti al periodo greco romano.

Museo Civico M.A.G.B. (Buonvicino)

DISTANZA:  9,0 km, 17 min

Il Museo Arti Gusto Buonvicino, ovvero M.A.G.B., è un luogo di cultura gestito direttamente dal Comune di Buonvicino ed è stato inaugurato il 1 febbraio del 2014.

 

Nasce grazie al lavoro di raccolta e di conservazione svolta dal Professore Francesco Casella, che per tutti gli anni ’80 e ’90 lo ha visto chiedere agli abitanti del paese e della sua campagna tutti quegli oggetti ormai in disuso che si rifanno al mondo contadino. Buona parte del Museo, infatti, è allestita con oggetti, strumenti, vestiti, foto e spazi che riportano ad uno spaccato di vita fatto di duro lavoro nei campi e di semplicità e veridicità dei sentimenti. Nel museo vi sono però anche altre sezioni, che riflettono la volontà degli amministratori di voler proporre una struttura capace di poter accontentare tutti.

 

Lo spazio dedicato all’Arte Sacra, con diversi oggetti importanti per la storia del nostro territorio perchè testimoniano la ricchezza della sua Chiesa e la bravura delle maestranze del tempo in cui questi sono stati realizzati, si copre un arco di tempo che va dal 1800 al 1900. Lo spazio dedicato all’archeologia conserva reperti rinvenuti nel territorio di Buonvicino, quindi importanti per affermare le origini del paese e per confermare la presenza e il passaggio di diverse popolazioni, e perché no anche l’importanza economica del nostro paese.

Buonvicino è una delle porte del Parco Nazionale del Pollino, non poteva quindi mancare uno spazio dedicato allo stesso Parco: nella “Torretta” è possibile vedere da vicino una serie di pietre originarie del luogo e provenienti dalle diverse grotte ivi presenti e conoscere, anche, la flora e la fauna, ovvero il lupo e le orchidee selvatiche, che tra aprile e giugno fioriscono nei boschi di Leccio.

 

L’arte contemporanea è presente già all’esterno del Museo e fa da guida allo stesso. Dalla piccola piazza San Ciriaco Abate seguendo le rose del vento, piccoli tondi incastonati nella pavimentazione del centro storico, creati dai maestri ceramisti di Arte Pink, è possibile giungere al museo dove apprezzare altre opere degli stessi maestri: all’ingresso il mosaico che ripropone i borghi dell’Alto Tirreno Cosentino e nello spazio espositivo piccole sculture, piatti e pannelli in ceramica che variano dal soggetto sacro a quello profano.

 

Museo del Peperoncino (Maierà)

DISTANZA:  9,0 km, 17 min

Un capitello sormontato da un grosso peperoncino. Questo il logo Museo del peperoncino promosso dall’Accademia, dedicato interamente al rosso ortaggio venuto dalle Americhe. Nasce a Maierà in provincia di Cosenza in Calabria.
E’ ospitato nello storico Palazzo ducale di recente restaurato. Il paese ha un centro storico assai bello e si trova su una collina a quattro chilometri di distanza dalla riviera dei cedri dove ci sono località turistiche famose come Praia a Mare, Scalea, Diamante, Belvedere Marittimo e Sangineto.

Museo del Cedro (Santa Maria del Cedro)

DISTANZA: 10,4 km, 14 min

Il Museo del Cedro (Santa Maria del Cedro), rappresenta un momento, non solo spaziale, di promozione dell’immagine di questo frutto. Gli intenti del Consorzio sono di promuovere un Museo secondo le tecniche e le motivazioni più progressive, all’interno di uno spazio espositivo che tratterà del valore culturale e della storia dell’agrume. La rivalutazione della cultura materiale legate alla produzione del Cedro e del suo arrivo nella penisola sono però fruibili dal pubblico non solo attraverso vetrine museali che “conservano” la memoria di questo frutto e di questo territorio, ma attraverso pannelli didattici che documentano le varie fasi della produzione e rappresentano le diverse ricerche fatte sulla storia del cedro.

Rafting sul fiume Lao

DISTANZA:  30 km, 40 min

Rafting Adventure Lao è una compagnia di navigazione fluviale riconosciuta dalla F.I.Raft. impegnata in attività di accompagnamento sui fiumi ed i torrenti del Centro-Sud in raft, kayak, canyoning e trekking. Il Parco del Pollino ed i suoi stupendi scenari sono i punti di partenza per escursioni e spedizioni ovunque ci sia acqua bianca da “cavalcare”.  Il meeting-point é la base delle guide a Papasidero, sulle sponde del fiume Lao e alle pendici del Pollino. La base operativa di Rafting Adventure Lao si trova in Via Monaci Basiliani (quartiere Miralonga), a Papasidero (CS) ed é situata in un’ area verde a ridosso del fiume Lao. L’area é dotata di reception, spogliatoi, bagni e docce calde ed é attrezzata con parcheggio, barbecue ed uno spazio per campeggiare in tenda. Nei dintorni si possono praticare, non solo sport estremi, ma tutti gli sport all’aria aperta.

Grotta del Romito (Papasidero)

DISTANZA: 91,00 km, 1h e 25 min

 

 

La grotta del Romito (Papasidero) è un sito risalente al Paleolitico superiore contenente una delle più antiche testimonianze dell’arte preistorica in Italia, e una delle più importanti a livello europeo. All’esterno si trovano alcune incisioni rupestri, tra le quali la più importante è un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius), e tracce di antiche sepolture, risalenti a 10.500 anni fa. Il ritrovamento del graffito è avvenuto nel 1961, è stato datato dagli esperti come appartenente al Paleolitico superiore. Altri reperti sono esposti al Museo e istituto fiorentino di preistoria. All’interno del sito è altresì presente uno strato risalente all’età Neolitica nel quale si ritrovano grosse quantità di ossidiana. Tale ritrovamento è all’origine dell’ipotesi secondo la quale la grotta fosse anticamente una base intermedia per il commercio dell’ossidiana tra Tirreno e Ionio.

Isola di Dino (Praia a Mare)

DISTANZA: 31,1 km, 32 min

L’isola di Dino è la maggiore delle due isole Calabresi; l’altra è l’Isola di Cirella. Sorge sulla costa nord occidentale del Tirreno calabrese, di fronte l’abitato di Praia a Mare, davanti Capo dell’Arena a sud del paese. Il suo nome deriva dal fatto che sull’isola sorgeva un tempio (aedina) dedicato a Venere. Ipotesi più accreditata è quella che fa derivare il nome dall’etimo greco “dina”, ovvero vortice, tempesta. Infatti erano un tempo pericolose per i naviganti, in giornate di mare mosso, le acque prossime alla punta Sud dell’Isola, detta Frontone.

Arco Magno (San Nicola Arcella)

DISTANZA: 29,0 km, 27 min

Nota località balneare della Riviera dei Cedri situata su di uno strapiombo di 110 m s.l.m., ai piedi del quale si trova una baia racchiusa da un braccio roccioso che le conferisce la forma di un porto naturale.Spiaggia di incantevole bellezza, incastonata nella roccia con una fenditura da dove entra l’ acqua del mare. E’ presente una sorgente d’ acqua oligominerale naturale dalle ottime qualità organolettiche.

Cristo di Maratea

DISTANZA: 43,5 km, 46 min

Situata nell’antica Maratea Superior, opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenzi e voluta dal Conte Stefano Rivetti di Valcervo,  la statua fu innalzata nel 1965 nel luogo in cui  si ergeva una croce commemorativa in pietra. Seconda solo al Cristo del Corcovado a Rio de Janeiro, la statua è alta 21 Mt.,  con una apertura di braccia di 19 Mt. e  un viso che misura 3 mt.. In virtù della particolare configurazione del volto,  la statua, inconfondibile punto di riferimento per la gente di mare,  dà l’impressione ad un osservatore lontano che lo sguardo sia rivolto, contrariamente alla realtà, verso il mare. Il belvedere ai piedi della statua è il punto più panoramico di tutto il territorio di Maratea con una  eccezionale vista del complesso magico profilo della costa.